Pubblicità su YouTube · campagne video

Capire la pubblicità su YouTube, prima di comprarla.

Se sei qui, probabilmente vuoi prima capire come funziona: formati, costi, cosa serve per partire. Questa pagina fa esattamente questo - e solo alla fine ti dice come gestiamo le campagne video, se deciderai che hanno senso per te.

  • Prima la spiegazione, poi - se ha senso - la proposta
  • Le campagne vivono nel tuo account Google Ads, non nel nostro
  • Si può partire anche con video girati in azienda

La pubblicità su YouTube mostra i tuoi video alle persone giuste: prima o durante altri video, nei risultati di ricerca e negli Shorts. Si compra e si gestisce dalla piattaforma Google Ads e in genere si paga per visualizzazione - se l'utente salta l'annuncio, spesso non paghi. SEOVISION gestisce le campagne video dentro il tuo account, scegliendo formati e pubblici in base all'obiettivo: farsi conoscere, farsi ricordare, far tornare chi ti ha già visto.

Come funziona, in due minuti

Gli annunci video si comprano a un'asta dentro la piattaforma di Google Ads: tu scegli il pubblico, il formato e il budget; YouTube mostra il video e tu paghi, a seconda del formato, per visualizzazione o per mille comparse. Nel formato più usato - l'annuncio saltabile - se l'utente salta entro i primi secondi spesso non paghi nulla: il sistema premia i video che sanno trattenere.

Il pubblico si costruisce con i dati di Google: cosa le persone cercano, quali siti e video frequentano, se hanno già visitato il tuo sito. È la differenza rispetto alla TV: lo spot non va "a tutti", va a chi hai scelto - e per un'attività locale può fermarsi alla provincia.

I formati, e quando usarli

Diagramma dei formati della pubblicità su YouTube: in-stream saltabile per raccontare, non saltabile da 15 secondi per la copertura, bumper da 6 secondi per farsi ricordare, in-feed per chi cerca il tema, Shorts per il pubblico giovane - con la regola: i primi 5 secondi valgono più della produzione
Cinque formati, cinque compiti diversi: la scelta è metà del lavoro.
  • In-stream saltabile - il classico annuncio prima del video, saltabile dopo cinque secondi: lo spazio per raccontare, pagando in genere solo chi resta a guardare.
  • Non saltabile (15") - visione garantita del messaggio completo, pagata a impression: serve per coprire un pubblico preciso, non per generare clic.
  • Bumper (6") - un'idea sola, ripetuta: il formato della memoria, perfetto per restare in mente dopo che un altro formato ha presentato l'offerta.
  • In-feed - appare tra i risultati di ricerca e i video correlati: qui è l'utente a scegliere di guardarti, e la visione vale di più.
  • Shorts - verticale e nativo: funziona se il video nasce per quel ritmo, non come spot riadattato.

Quanto costa, davvero

Due voci, sempre separate. La spesa pubblicitaria va direttamente a Google dal tuo account: su YouTube si paga per visualizzazione o per mille impression e, per molti formati, una vista costa frazioni di euro - i costi unitari però variano con pubblico, stagione e formato, quindi diffida di chi ti promette tariffe fisse. La gestione è un canone mensile e copre il lavoro: strategia, pubblici, adattamento dei video ai formati, esclusioni, misurazione.

Cosa fa variare il canone:

Fattore Come incide
Quanti formati e pubblici Una campagna locale a un formato è un lavoro; un funnel a tre formati con remarketing è un altro.
Il materiale video di partenza Video pronti da adattare, oppure da progettare e tagliare per ogni formato.
L'integrazione con il resto Campagne video da sole, o coordinate con ricerca e organico.
La misurazione richiesta Dalle visualizzazioni fino alle conversioni successive alla visione.

Il numero da guardare non è il costo per vista ma il costo per risultato: lo stimiamo nella valutazione iniziale e lo trovi poi nei report, mese per mese.

Serve un video professionale o basta lo smartphone?

Dipende dal formato e dal messaggio, non dal pregiudizio: un titolare che spiega bene il proprio lavoro in trenta secondi, girato con uno smartphone su treppiede e audio pulito, su molti pubblici rende più di uno spot patinato. I primi cinque secondi decidono quasi tutto - devono dire subito a chi parli e perché restare - e nessuna produzione li salva se l'aggancio non c'è. La produzione vera serve quando è il prodotto a dover essere valorizzato visivamente, o quando il marchio impone uno standard.

Misurare oltre le visualizzazioni

Le visualizzazioni da sole sono il numero più facile da gonfiare e il meno interessante da pagare. Quello che guardiamo: il tasso di visione (quanta parte del video viene guardata, e dove si abbandona), cosa fa chi ha visto - visite, ricerche del tuo nome, richieste arrivate anche nei giorni successivi alla visione - e il confronto in GA4 tra chi è stato esposto e chi no. Le campagne video si giudicano sul percorso che innescano, non sul contatore di views.

Dove vivono le campagne: dentro Google Ads

Le campagne video si comprano e si amministrano nella stessa piattaforma delle campagne di ricerca: stesso account - tuo, come sempre - stessa fatturazione, stessa misurazione. Se gestiamo già le tue campagne sulla rete di ricerca, il video si aggiunge senza duplicare nulla; qui ci occupiamo solo di ciò che è specifico del video: formati, creatività, pubblici e letture.

Cosa include la gestione

  • Valutazione iniziale - obiettivo, pubblico, materiale video disponibile, conto dei costi.
  • Strategia dei formati - quali formati, con quale compito, in quale sequenza.
  • Adattamento delle creatività - tagli, durate e aperture pensate per ogni formato.
  • Pubblici ed esclusioni - targeting con le audience di Google, brand safety impostata.
  • Gestione continuativa - frequenze, posizionamenti reali, test tra varianti.
  • Report mensile - tasso di visione, costo per risultato, effetti oltre la visione.

Come gestiamo una campagna video

  1. 1. Valutazione

    Si parte dall'obiettivo - farsi conoscere, farsi ricordare, riprendere chi ti ha già visto - perché ogni obiettivo ha formati e pubblici diversi. Censiamo il materiale video esistente e facciamo il conto: con questo budget, su questo pubblico, cosa è realistico ottenere. Se il video non è il canale giusto per il tuo caso, la valutazione lo dice qui.

    Ricevi: valutazione scritta con obiettivo, formati proposti e budget sensato.

  2. 2. Preparazione

    I video si adattano ai formati scelti - aperture diverse per il saltabile, il taglio a sei secondi per il bumper, il verticale per gli Shorts - e si costruiscono pubblici ed esclusioni nel tuo account Google Ads, con il tracciamento già verificato sul sito.

    Ricevi: creatività adattate, campagne pronte, esclusioni documentate.

  3. 3. Gestione

    Si controllano frequenze (un video ripetuto troppo logora il marchio), si leggono i rapporti sui posizionamenti reali per escludere contesti sbagliati, si confrontano varianti di apertura e si sposta budget sul formato che produce il risultato migliore.

    Ricevi: registro degli interventi e dei posizionamenti esclusi.

  4. 4. Lettura

    Il report mensile (Looker Studio) mette in fila spesa, tassi di visione e quello che succede dopo: visite, ricerche del nome, richieste anche successive alla visione. Da lì si decide se insistere, cambiare creatività o fermarsi.

    Ricevi: report mensile con costo per risultato e proposta per il ciclo dopo.

Come ragioniamo su un caso concreto

Esempio tipico: per un ente di formazione professionale che lancia i corsi autunnali, costruiremmo la campagna in due tempi: un in-stream saltabile di trenta secondi con un docente che mostra cosa si impara davvero - girato in aula, non in studio - verso un pubblico che cerca contenuti sul tema, e bumper da sei secondi a ridosso delle iscrizioni, solo verso chi ha visto il primo video o visitato il sito. Le richieste di informazioni passerebbero dal sito, tracciate; l'obiettivo, in un caso così, sarebbe riempire le classi con un costo per iscrizione più basso dei canali usati finora - non collezionare visualizzazioni.

Perché lavorare con noi

Prima ti spieghiamo, poi ti proponiamo

Questa pagina è costruita così di proposito: chi capisce come funziona il canale sceglie meglio - anche quando sceglie di non investirci. La valutazione iniziale mantiene lo stesso ordine: prima il conto, poi l'eventuale proposta.

Il video dentro la stessa misurazione di tutto il resto

Le campagne vivono nel tuo account Google Ads e si leggono in GA4 insieme a ricerca e organico: niente "report del video" separato che si autoassolve, ma un canale in più dentro gli stessi numeri.

Brand safety come pratica, non come parola

Decidere dove NON apparire fa parte del setup: categorie e canali esclusi in partenza, rapporti sui posizionamenti reali letti ogni settimana, esclusioni aggiornate. È il lavoro che non si vede - finché qualcuno non lo salta.

Cosa NON ti promettiamo

  • La viralità o gli iscritti al canale. Le campagne comprano visibilità mirata; la crescita di un canale è un altro mestiere, e confonderli costa caro.
  • Vendite immediate dalla sola notorietà. Il video apre il percorso, non lo chiude: chi ti scopre oggi compra dopo - e va intercettato anche lì.
  • Risultati con un video che non aggancia. Se i primi cinque secondi non reggono, nessuna ottimizzazione li compensa: prima si sistema il materiale, poi si spende.

Per chi è questo servizio (e per chi no)

Funziona se

  • vuoi farti conoscere o ricordare da un pubblico definito (anche solo nella tua zona);
  • il tuo lavoro o prodotto si racconta bene a video;
  • hai materiale video o la disponibilità a produrne;
  • presidi già la domanda esplicita e vuoi allargare il bacino.

Non fa per te se

  • cerchi richieste immediate da chi sta già cercando: parti dalla rete di ricerca, costa meno per risultato;
  • non ci sarà mai un video, nemmeno semplice;
  • giudichi le campagne solo sulla vendita all'ultimo clic: questo canale lavora prima, e si misura di conseguenza.

Chiedi formati e budget realistici per il tuo obiettivo

Domande frequenti

Quanto costa la pubblicità su YouTube?

Il costo ha due nature: la spesa pubblicitaria, che in genere si paga per visualizzazione o per mille impression e per molti formati vale frazioni di euro a vista, e il lavoro di gestione, a canone mensile. I costi unitari variano con pubblico, stagione e formato: il numero serio è il costo per risultato del tuo caso, che si stima nella valutazione iniziale e si misura poi nei report.

Come si fa pubblicità su YouTube, in pratica?

Il video si carica su un canale YouTube e la campagna si costruisce nella piattaforma Google Ads: scegli formato, pubblico, zona e budget, e la piattaforma mostra l'annuncio prima o durante altri video, nei risultati di ricerca o negli Shorts. La parte facile è accendere la campagna; quella che decide il risultato è la scelta di formati, pubblici e dei primi secondi del video.

Serve avere un canale YouTube avviato?

No: serve un canale solo come contenitore tecnico dove caricare i video degli annunci, anche vuoto e senza iscritti. Le campagne pubblicitarie e la crescita di un canale sono due lavori diversi: la prima compra visibilità mirata, la seconda costruisce un pubblico nel tempo. Questa pagina riguarda la prima.

Basta un video girato con lo smartphone?

Spesso sì, e in alcuni formati funziona meglio del filmato patinato: negli Shorts e nei contenuti "parlati" l'autenticità regge più della produzione. La vera discriminante sono i primi cinque secondi - che devono catturare prima che l'utente salti - e l'audio pulito. La produzione vera serve quando il prodotto stesso va valorizzato visivamente.

Posso scegliere dove NON far apparire i miei annunci?

Sì, ed è una parte del lavoro che si nota solo quando manca: si escludono categorie di contenuti, canali specifici e tipi di video non adatti al marchio. Le esclusioni si impostano in partenza e si aggiornano guardando i rapporti sui posizionamenti reali, cioè l'elenco di dove gli annunci sono apparsi davvero.

Le visualizzazioni portano vendite?

Non direttamente, e chi promette il contrario confonde i compiti: il video costruisce conoscenza e ricordo, la vendita arriva dopo, spesso passando da una ricerca o da un ritorno sul sito. Per questo misuriamo oltre le visualizzazioni: cosa fa chi ha visto l'annuncio, quante conversioni arrivano anche in seguito alla visione, come cambia la domanda del tuo nome.

Si possono fare campagne video solo sulla mia zona?

Sì: il targeting geografico vale anche qui, e per un'attività che lavora su un territorio è spesso l'uso più sensato del canale - farsi conoscere nella propria area a costi per visualizzazione contenuti. Si delimita la zona, si escludono le aree fuori raggio e si misura la copertura raggiunta su quel pubblico.

Ora che sai come funziona, facciamo il tuo conto.

Dicci obiettivo, zona e che video hai (o potresti girare): la valutazione ti restituisce formati sensati, budget realistico e un parere onesto - incluso l'eventuale "per ora investi altrove".

Lavoriamo con chi vuole un pubblico costruito, non un contatore di visualizzazioni.

Raccontaci dove vuoi arrivare. Alla strada pensiamo insieme.